La quota dei consumi energetici complessivi coperta da rinnovabili nel 2018 era del 17,8%, al di sopra del target 2020 fissato per l’Italia.


Nel 2018 le FER sono state impiegate in maniera diffusa sia nel settore elettrico – nel quale hanno coperto quasi il 40% della produzione lorda di energia – sia in quello termico, dove hanno coperto il 19,2%, che nel settore trasporti, nel quale la relativa quota FER, monitorata ai fini del target settoriale al 2020, è pari al 7,7%.

Questi alcuni dati emersi dal rapporto “Energia da fonti rinnovabili in Italia – 2018” nel quale il GSE, come ogni anno, fornisce il quadro statistico completo sulla diffusione e sugli impieghi delle fonti rinnovabili di energia rinnovabile in Italia.

Nel complesso, sottolinea il rapporto, la quota dei consumi energetici coperta da FER si attesta al 17,8%, al di sopra – per il quinto anno consecutivo – del target da raggiungere al 2020 fissato per l’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE (17%).

Rinnovabili nel settore elettrico

A fine 2018 – spiega il Gestore – la potenza efficiente lorda degli oltre 835.000 impianti a fonti rinnovabili installati in Italia era pari a 54,3 GW.

L’incremento rispetto al 2017, appena superiore a 1 GW (+2,0%), è legato principalmente alle nuove installazioni di impianti fotovoltaici (+425 MW) ed eolici (+499 MW).

La produzione lorda di energia elettrica da FER – prosegue il GSE – pari a 114,4 TWh, rappresenta il 39,5% della produzione complessiva di energia elettrica in Italia; la crescita significativa rispetto al 2017 (+10%) è legata alla performance dell’idroelettrico (+35%).

La produzione, calcolata con i criteri della Direttiva 2009/28/CE ai fini del monitoraggio degli obiettivi UE (112,6 TWh, ovvero 9,68 Mtep), in cui le produzioni eolica e idroelettrica sono normalizzate e quella da bioliquidi non sostenibili è esclusa, risulta invece in leggera flessione rispetto al 2017 (-0,5%) e rappresenta il 33,9% del Consumo Interno Lordo di energia elettrica.

Con l’eccezione dell’idroelettrico, tutte le FER registrano flessioni di produzione rispetto al 2017. Quella più rilevante riguarda il solare fotovoltaico (-7,1 %, causata principalmente da peggiori condizioni di irraggiamento), mentre risultano assai più contenute le riduzioni registrate dalla fonte geotermica (-1,5%), dalle bioenergie (-1,2%) e dalla fonte eolica (-0,1%).

La fonte che garantisce il principale contributo alla produzione di energia elettrica da FER si conferma quella idroelettrica (43%della produzione complessiva, in notevole aumento rispetto al 35% del 2017); seguono solare (20%), bioenergie (17%), eolica (15%) e geotermia (5%).

FER nel settore termico

Nel 2018 il 19,2% dei consumi energetici nel settore del riscaldamento proviene da FER. I consumi complessivi di energia termica da FER sono pari a 10,66 Mtep (circa 446.400 TJ), di questi, 9,71 Mtep sono consumi diretti delle fonti (attraverso caldaie individuali, stufe, camini, pannelli solari, pompe di calore, impianti di sfruttamento del calore geotermico) mentre 0,95 Mtep sono consumi di calore derivato (ad esempio attraverso sistemi di teleriscaldamento alimentati da biomasse).

 consumi di energia termica da FER calcolati applicando i criteri fissati dalla Direttiva 2009/28/CE risultano del tutto simili (10,67 Mtep).

La fonte rinnovabile principale nel settore termico è la biomassa solida (poco meno di 7 Mtep, senza considerare la frazione biodegradabile dei rifiuti), utilizzata soprattutto nel settore domestico in forma di legna da ardere o pellet.

Assumono grande rilievo – spiega il Gestore – anche le pompe di calore, attraverso cui viene catturato e ceduto ad ambienti climatizzati calore-ambiente, rinnovabile, per poco meno di 2,6 Mtep, mentre sono ancora relativamente contenuti i contributi delle altre fonti.

FER nel settore trasporti

L’immissione in consumo di biocarburanti (biodiesel, benzine bio) nel 2018 è stata pari a 1,4 milioni di tonnellate, per un contenuto energetico di 1,25 Mtep (+17,9% rispetto al 2017 se si applicano i criteri di calcolo fissati dalla Direttiva 2009/28/CE, così come modificata dalla direttiva ILUC).

fonte: QualEnergia.it

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